Contesto giuridico ed editoriale

Perché dichiarare l’uso dell’IA

Da agosto 2026 l’AI Act dell’Unione europea introduce obblighi specifici di trasparenza per determinati sistemi e contenuti di IA. Questo progetto consente inoltre di documentare volontariamente l’uso dell’IA in articoli, siti e media in modo comprensibile e leggibile dalle macchine.

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Contesto: nessun obbligo generale per ogni supporto dell’IA

L’AI Act è il regolamento (UE) 2024/1689. Adotta un approccio basato sul rischio e contiene obblighi specifici di trasparenza oltre alle regole sui sistemi vietati o ad alto rischio. L’articolo 50 è particolarmente rilevante per i contenuti generati o manipolati dall’IA.

L’articolo 50 distingue tra fornitori di sistemi di IA e persone o organizzazioni che li utilizzano. I fornitori devono progettare determinati sistemi affinché interazioni e output sintetici siano identificabili. I deployer e gli editori devono informare visibilmente in casi specifici, tra cui deepfake e alcuni testi su questioni di interesse pubblico.

Un aiuto alla ricerca, una correzione ortografica, una traduzione o un supporto editoriale non attivano automaticamente lo stesso obbligo. La valutazione dipende dal caso. Una dichiarazione volontaria può comunque chiarire le aspettative, mostrare la responsabilità editoriale e creare fiducia oltre il minimo legale.

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Che cosa disciplina l’articolo 50

La disposizione contiene obblighi distinti. Per siti e contenuti editoriali sono particolarmente importanti la marcatura tecnica da parte dei fornitori e l’informazione visibile da parte dei deployer.

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Cosa significa per articoli e siti?

Le attività editoriali richiedono una valutazione differenziata. L’AI Act non tratta allo stesso modo ogni forma di assistenza, mentre resta possibile una trasparenza volontaria più ampia.

Spesso trasparenza volontaria

IA per ricerca, struttura o revisione linguistica

L’uso dell’IA solo come supporto alla ricerca, ideazione, correzione o strumento editoriale non crea automaticamente un obbligo visibile per l’intero articolo. Una dichiarazione volontaria può comunque rendere comprensibile il processo reale.

Possibile obbligo di dichiarazione

Testo generato dall’IA su questioni di interesse pubblico

Se un testo è pubblicato per informare il pubblico su questioni di interesse pubblico, l’articolo 50, paragrafo 4, può richiedere una dichiarazione. L’obbligo non si applica se vi sono stati una revisione umana sostanziale o un controllo editoriale e una persona assume la responsabilità editoriale.

Dipende dal caso

Immagini e copertine generate dall’IA

Un’immagine interamente generata dall’IA non è automaticamente un deepfake in senso giuridico. Se rappresenta persone, oggetti, luoghi o eventi in modo falsamente autentico, può essere richiesta una dichiarazione. La trasparenza volontaria resta spesso opportuna.

In generale da dichiarare

Audio e video deepfake

Audio, immagini o video generati o manipolati che costituiscono deepfake devono essere dichiarati. Per opere chiaramente artistiche, creative, satiriche o fittizie, l’avviso può essere adattato per non ostacolare indebitamente la fruizione.

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Come presentare la dichiarazione

L’articolo 50, paragrafo 5, richiede informazioni chiare, distinguibili e accessibili al più tardi alla prima interazione o esposizione. La forma deve essere adeguata al mezzo e al contesto.

Visibilità

Chiaro e distinguibile

L’avviso non dovrebbe essere nascosto nelle condizioni generali. Deve essere riconoscibile come informazione sull’uso dell’IA e collegato al contenuto pertinente.

Momento

Alla prima esposizione

Le persone dovrebbero ricevere l’informazione al più tardi quando interagiscono per la prima volta con il sistema o incontrano il contenuto.

Accessibilità

Accessibile e comprensibile

Testi, simboli e integrazioni tecniche devono rispettare i requisiti applicabili di accessibilità e restare comprensibili senza conoscenze specialistiche.

Tecnica

Visibile e leggibile dalla macchina

Un avviso visibile informa le persone. Metadati, informazioni di provenienza e marcature tecniche possono integrarlo, ma non sempre sostituirlo.

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Come interpretare questo standard

AI Usage Disclosure è uno strumento tecnico ed editoriale. Documenta l’uso dell’IA per componente: testo senza IA, copertina generata dall’IA, ricerca assistita e revisione umana esperta. Un solo URL riunisce spiegazione, tabella e manifesto JSON-LD.

Lo standard è volutamente più ampio dei casi minimi di legge. Consente trasparenza volontaria per assistenza alla ricerca o illustrazioni che non sono deepfake. Il software non determina se nel singolo caso esista un obbligo giuridico.

  • Informazioni per testo, immagini, ricerca, traduzione, audio, video e codice
  • Campi distinti per contributo dell’IA, finalità, revisione umana e base probatoria
  • Vista aggregata con riepilogo, tabella e unico link condivisibile
  • JSON-LD leggibile dalla macchina e badge SVG auto-ospitabili
  • Nessuna certificazione, consulenza legale o verifica automatica di conformità

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Fonti ufficiali e approfondimenti

La valutazione giuridica deve basarsi sul testo vigente, sugli orientamenti ufficiali e, quando opportuno, su consulenza qualificata. Le fonti seguenti sono fornite dalle istituzioni dell’Unione europea.

Documentare l’uso dell’IA in modo differenziato

Crea una dichiarazione singola o riunisci tutti i componenti di un articolo sotto un unico link.

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